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Agg. al 11.01.2026
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africa TO africans
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Ho coniato questo logo augurandomi che sia un buon viatico per iniziare
una grande e bella avventura e che contemporaneamente segni il punto di arrivo!
Ne faccio soprattutto una questione di principio. Noi europei dobbiamo
interessarci dell’Unione Africana per dimostrare loro che unendosi gli
africani scopriranno tutti i vantaggi a noi noti. Occorre diffondere questo
esempio – sia pure incompiuto – per dimostrare che non siamo interessati
solamente alle relazioni economiche.
Con questo proposito possiamo realizzare un documento per promuovere
alcune iniziative di liberi cittadini da diffondere a mezzo stampa per
sollecitare le competenti Autorità in merito a precisi problemi.
In effetti nessuna nazione da sola può assolvere a questo progetto, che
riguarda soprattutto l’emigrazione degli africani costretti ad emigrare dal
loro paese natio per qualsiasi ragione come guerra, carestia, persecuzione,
religione, povertà o per lavoro.
Sappiamo che questi espatri avvengono
in modo clandestino e giungono a termine dopo un tribolato viaggio con
indicibili difficoltà. Per ovviare questo stato di cose sarebbe meglio creare
sul suolo africano dei centri di accoglienza in alcuni Statati democratici in
cui si è già affermata una società libera e matura come il Gabon ed il Ghana, Mauritius e Botswana. Chi intende espatriare invece di tentare la sorte all'estero dovrebbe recarsi in questi Stati per ricevere assistenza ed una vita
decente.
Il compito dell’UE dovrebbe
essere quello di creare le condizioni economiche e logistiche a favore dei
paesi accoglienti. Secondo una stima relativa al 2020 l’Italia pare che abbia speso circa 2
miliardi di euro per l’accoglienza di circa 34.000 migranti.
Nel 2022, le richieste di
asilo nell'Ue sono state poco meno di (un) milione.
Queste cifre, puramente indicative, danno una vaga idea di quanto è
costato all’UE per accogliere 1 milione di immigrati ovvero 59
miliardi di euro!!!
Al di là delle mere cifre ciò che conta che le stesse spese assegnati ai Centri di accoglienza africani avrebbero prodotto migliori risultati a vantaggio di tutti: degli emigranti, che
troverebbero un asilo ideale perché della stessa cultura (o similare); degli
Stati ospitanti perché i nuovi arrivati contribuirebbero in modo vistoso allo sviluppo del paese;
e all’UE perché applicherebbe una nuova politica nei confronti dei Paesi africani.
In sostanza una sorta di Pnrr riservata all’Africa per alleggerire le varie
crisi in atto e che nel contempo evita di creare le crisi dell’immigrazione all'estero.
Non sarà solamente una questione economica. Non sarà solamente una
questione di emergenza. Occorre contestualmente mirare a rafforzare il processo
di Unione Africana che a quanto pare segue un percorso rallentato e frammentato. Occorre
dimostrare l’importanza che questo sodalizio fa bene all’Africa ma anche
all’UE.
La civiltà europea assiste, purtroppo, ad una sorta di nuovo imperialismo predatorio attuato in Africa inerme ed arretrata. Una sorta di "carità pelosa" che offende le coscienze del mondo intero. L'Unione europea (Ue) è moralmente chiamata ad affrontare questa situazione proponendo un metodo semplice ed efficace per la costituzione dell'Unione del Continente africano creando un Fondo per l'Unione Continentale dell'Africa (UCA) e gestito da un Comitato di cittadini africani sotto l'egida della Commissione europea sino ad una gestione a regime. Al Fondo sarà devoluta una royalty derivante dai soggetti che intrattengono relazioni economiche per la richiesta di risorse naturali come il petrolio, gas, diamanti, carbone, uranio ed altri, in ottemperanza al concetto che i beni naturali del suolo appartengono politicamente allo Stato africano ovvero alla costituenda UCA.
E' un percorso non facile ma occorre dare dignità al popolo africano così come è stata data al popolo europeo.
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